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Blockchain, i tre approcci per governarla

Anche su Agendadigitale.eu è stato ripreso l’articolo sull’intervento sulla blockchain tenuto in occasione del ForumPA 2017.

Il titolo sintetizza gli approcci di governance da adottare per disciplinare la blockchain in maniera da promuoverne la diffusione ed utilizzo e riprende alcuni argomenti esposti già in un precedente articolo.

Le conclusioni evidenziano che approcci nazionalistici e verticistici ad una regolamentazione della blockchain sono destinati a fallire, ciò sia per la possibilità da parte dei soggetti interessati di rendere i servizi collocando la sede legale in ogni parte del mondo, sia in quanto, trattandosi di una tecnologia nuova, sarebbe impossibile per il legislatore poter cogliere tutti i diversi aspetti che richiederebbero di essere disciplinati.

A riprova di ciò è il sostanziale fallimento del BitLicense Regulatory Framework promulgato dallo Stato di New York con l’intento di disciplinare i servizi basati su blockchain resi dall’interno dello Stato e che ha avuto quale principale effetto quello di far “emigrare” gran parte delle società che rendevano tali servizi in altri Paesi che non avevano regolato tali servizi.

Una politica legislativa di regolazione della blockchain basata sul paradigma della “sandbox”, pertanto, non può che passare attraverso un approccio globale, coinvolgendo le istituzioni e gli organismi internazionali (G20, WTO, ICANN) ed adottando regole tecniche standardizzate, ponendo particolare attenzione ad un approccio multisettoriale e con casi d’uso particolari (con selezionati attori ed attraverso il monitoraggio da parte delle autorità).

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